Da lungo tempo mi occupo di psicologia clinica e di psicoterapia.
Appartengo a quella categoria di professionisti che si impegna a utilizzare le prospettive teoriche e pratiche più aggiornate per comprendere e affrontare gli stati mentali e le correlative dinamiche relazionali — individuali, familiari e di gruppo — che possono generare sofferenza o blocchi evolutivi.
Il mio lavoro nasce dall’interesse per la complessità umana, ma anche dal desiderio di aiutare le persone e i contesti in cui vivono a trasformare le difficoltà in un’opportunità di cambiamento, concreto e simbolico. In pratica, di facilitare un modo più accettabile di stare con sé stessi e con gli altri, sia quando il disagio assume forme più sfumate, sia quando si manifesta attraverso veri e propri segni e sintomi clinici.
Svolgo la mia professione dal 1988, quasi senza interruzioni, all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, oltre che in ambito libero-professionale intramurale. La psicologia clinica, al centro dei miei interessi, studia i meccanismi psicologici che predispongono, attivano o mantengono i disturbi psichici — dai più comuni ai più complessi.
Per molti anni mi sono occupato, all’interno dell’azienda sanitaria in cui opero, della valutazione degli esiti degli interventi psicoterapeutici delle diverse unità cliniche e, più in generale, dell’analisi dell’efficacia delle pratiche psicologiche nei diversi setting: dalle unità di salute mentale per adulti, a quelle per l’infanzia e l’adolescenza, fino ai servizi per le dipendenze.