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L’istituzione come macchina affettiva
adolescente medico

Il 3 novembre 2015 mi fu affidata la gestione di un’unità clinica molto complessa.
Tra poco saranno dieci anni. Facebook me lo ricorda.

Occuparsi di tutto — dal neurosviluppo disarmonico nell’età evolutiva, alla psicopatologia dell’adolescente fino alle psicosi giovanili — è una sfida enorme.
Ora che riporto la “barca” in porto, è tempo di riflessioni.

Il tempo delle riflessioni

Facebook mi ricorda cosa scrissi sei anni fa, dopo quattro anni di navigazione nei mari burrascosi della salute mentale.
Avevo partecipato a un seminario di Antonello Correale.
Titolo: “L’istituzione come macchina affettiva tra regole e libertà”.

Più vero oggi di ieri.

L’istituzione e i suoi paradossi

La sede del mio servizio è quasi una seconda casa.
Più ore, più parole, più relazioni che con la mia famiglia.

L’istituzione nasce per differenziare funzioni, ruoli, responsabilità.
Per far sopravvivere un’idea geniale: che chi si ammala venga curato.

Ma l’istituzione può ammalarsi:
non preserva sempre dalla massificazione.
E può diventare tirannica quando il compito supera le sue possibilità.

Il valore che deve restare vivo

Regole, ticket, costi, sostenibilità: chi lo spiega ai cittadini?
Chi ricorda i valori fondativi del sistema sanitario? Chi ricorda che il nostro paese vorrebbe anche cura, assistenza, non lasciare solo chi soffre, che questo necessita un patto sociale tra tutti?

Questo è spesso il nostro limite.

Una macchina affettiva

Se siamo sopravvissuti in questi dieci anni è perché abbiamo lottato per tenere vivi quei valori.
Condividerli, testimoniarli dall’interno.

La cosa peggiore per un Paese è rompere il patto sociale tra cittadini e sanitari.
Noi siamo una macchina affettiva sospesa tra regole e libertà.
Dobbiamo curare, ma possiamo ammalarci.

Il pensiero sulle istituzioni non basta mai.
Va manutenuto come si manutengono i ferri del chirurgo. Ma anche la politica e la società tutta dovrebbe fare la sua parte. Altrimenti anche le istituzioni che sono un corpo vivente possono ammalare.

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